Congresso Straordinario di Cagliari

29 Settembre 2015Categorie: Archivio

Comunicazione del Consiglio Direttivo

 

 

Cari Colleghi,

la delegazione della Camera penale di Milano ha partecipato attivamente al Congresso Straordinario 2015 dell’Unione delle Camere penali che aveva come tema politico principale la modifica degli statuti territoriali per l’armonizzazione degli stessi, con il fine di contenere il fenomeno dei cosiddetti elenchi a fisarmonica, cioè la crescita sensibile del numero degli iscritti in occasione delle competizioni elettorali, e la altrettanto sensibile decrescita nella annualità successiva. Ciò andava ad influenzare il numero dei delegati di ciascuna Camera territoriale, e contestualmente privava l’Unione delle Camere penali di alcune importanti risorse economiche.

La Camera penale di Milano, in esecuzione del mandato ricevuto dall’Assemblea, si è fatta promotrice, insieme a molte altre Camere territoriali, della presentazione di una proposta di modifica dell’art. 5 dello Statuto dell’Unione chiedendo che il numero degli iscritti alle Camere penali utile per l’individuazione del numero dei delegati per ciascun Congresso dovesse derivare dalla media del numero degli iscritti in regola con il pagamento della quota dell’anno in corso e di quello precedente.

La proposta di modifica è stata fatta propria dalla Giunta, nei principi, ed il frutto del lavoro congiunto delle Camere territoriali, che ha visto in primo piano la Camera penale di Milano, ha portato alla elaborazione di una nuova proposta, cui poi è stato aggiunto un emendamento, approvato in sede congressuale a larga maggioranza, che modifica l’art. 5 dello Statuto dell’Unione che ora prevede:

“Il numero degli iscritti alle Camere Penali e alle sezioni è quello risultante certificato dagli elenchi che le Camere Penali invieranno obbligatoriamente al Segretario dell’Unione entro il 31 gennaio di ogni anno unitamente al versamento delle relative quote riferito al numero degli iscritti in regola con le quote al 31 dicembre dell’anno precedente”.

L’ultimo periodo dell’art. 5 è stato sostituito dal seguente: “Il numero dei delegati al Congresso verrà calcolato sulla base della media, approssimata per difetto, dei due anni precedenti, del numero totale degli iscritti in regola con il pagamento della quota come risultanti dagli elenchi trasmessi al Segretario dell’Unione. Qualora l’elenco degli iscritti di cui al comma precedente sia stato inviato solo per l’anno precedente al Congresso, il numero dei delegati, fatto salvo il pagamento delle morosità, sarà calcolato in relazione alla metà della media del numero degli iscritti risultanti dagli elenchi di due anni precedenti, fatta eccezione per le Camere penali costituite nell’anno precedente al Congresso”.

Il risultato è pertanto “storico”, e non era per nulla scontato.

La rotazione delle cariche direttive, ed in generale l’uniformità degli statuti delle Camere penali territoriali a quello dell’Unione, è un tema che rimane sul tappeto, e sul quale il Congresso ha sottolineato la necessità di opportuni interventi.

Anche sul tema della formazione per la specializzazione la Camera penale di Milano ha dato il proprio significativo contributo.

A seguito dell’entrata in vigore del Regolamento del Ministro della Giustizia n. 214/2015 sulle specializzazioni forensi (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale in data 15 settembre 2015),  che introduce la facoltà in capo al Consiglio Nazionale Forense di stipulare convenzioni con le  Università, ed invece impone ai Consigli degli Ordini territoriali di concertare con l’Unione la propria offerta formativa specialistica, la Camera penale di Milano è stata la prima sottoscrittrice della mozione che impegna la Giunta ad affermare ed espandere territorialmente il nostro modello di formazione specialistica, attuato con successo dalla Scuola Nazionale dell’Unione delle Camere penali Italiane nell’area del diritto penale.

L’impegno è rivolto al rinnovo dell’accordo, già in essere, con il Consiglio Nazionale Forense, a continuare il percorso con l’Università La Sapienza di Roma – pur sottolineando con forza che la formazione specialistica dell’avvocato penalista non deve essere affidata in via esclusiva, o quasi, alle Università, per il carattere necessariamente professionalizzante che tale formazione deve avere – e a promuovere, anche assieme alle Camere penali territoriali, tale percorso formativo stringendo accordi con i Consigli degli Ordini territoriali, per consentire la partecipazione decentrata al corso della Scuola nazionale Ucpi.

Merita infine sottolineare, l’intervento congressuale del nostro Presidente, Salvatore Scuto, che ha invitato l’Unione a impegnare le proprie forze per rafforzare l’interlocuzione con la società, oltre che con la politica, a partire dalle scuole, perché le battaglie, da quelle più storiche, come è la separazione delle carriere, a quella altrettanto importante che riguarda la funzione dell’avvocatura penale nell’esercizio del diritto di difesa, vengano comprese e condivise anche all’esterno della stessa avvocatura.

Segnaliamo il link dove è possibile ascoltare gli interventi congressuali.

Il Consiglio Direttivo

 

Allegati e link