Fatturazione elettronica – Informativa del Consiglio Direttivo della Camera Penale di Milano

4 Novembre 2014Categorie: Archivio

Pubblichiamo l’Informativa del Consiglio Direttivo della Camera Penale di Milano e la nota del 7.10.2014 del Tribunale di Milano in merito alla fatturazione elettronica

FATTURAZIONE ELETTRONICA – QUALE EFFETTIVITA’ PER LA DIFESA DEI NON ABBIENTI?

Qualche mese fa, abbiamo dovuto prendere atto del blocco della ricezione delle fatture da parte degli uffici giudiziari, legato alla necessità di adeguamento al nuovo sistema della fatturazione elettronica. Abbiamo cercato di comprendere la situazione, bloccata a livello nazionale, nell’ottica di non vedere ulteriormente penalizzata la difesa dei non abbienti, che già patisce di una liquidazione decurtata di un terzo, contro la quale UCPI ha in passato preso ferma posizione, e di ritardi notevoli nei pagamenti.

Di seguito illustriamo lo stato dell’arte in modo da chiarire in concreto la situazione.

Il D.M. n. 55 del 3 aprile 2013, entrato in vigore il 6 giugno 2013, ha fissato la decorrenza degli obblighi di utilizzo esclusivo della fatturazione elettronica nei rapporti economici con la Pubblica Amministrazione ai sensi della Legge 244/2007, art. 1 commi da 209 a 214.

In ottemperanza a tale disposizione, gli uffici giudiziari, a decorrere dal 6 giugno 2014, non possono più accettare fatture che non siano trasmesse in forma elettronica secondo il formato di cui all’allegato A “Formato delle fattura elettronica” del citato DM n. 55/2013.

Quanto alle modalità operative, una prima Circolare della Direzione Generale Bilancio e Contabilità del Ministero di Giustizia di maggio 2014 aveva definito le modalità per la fatturazione con l’uso del codice univoco ufficio (IPA). Il codice di ogni ufficio giudiziario è al momento reperibile sul sito www.indicepa.gov.it. Dopo una prima fase in cui il codice era unico sia per le spese di giustizia che per i fornitori di beni e servizi, ora, per gli uffici che tempestivamente lo hanno richiesto, il codice è duplice, e va indicato, a partire dalle fatture da inoltrare nel mese di ottobre, quello contrassegnato dalla dicitura SPESE DI GIUSTIZIA (per la Corte di Appello di Milano 2L02D9, per il Tribunale di Milano ILBO6A).

Sono successivamente emerse criticità del sistema, in particolare rispetto al sistema SIAMM sul quale andrebbe caricata la fattura in formato elettronico, secondo le modalità indicate sul sito del Ministero di Giustizia/istanze web.

Per ora, quindi, non è possibile caricare le fatture elettroniche con questa modalità. Dovrebbe essere questione di pochi giorni perché il sistema sia sbloccato con riguardo agli uffici già muniti del codice unico spese di giustizia.

E’ al momento attiva una modalità provvisoria di inoltro della fattura, che era stata introdotta per esempio dalla Corte di appello di Milano già alla fine di luglio, e che utilizza il procedimento previsto per il fornitori di beni e servizi, come da indicazione ufficiale contenuta nella circolare della Direzione Generale Contabilità e bilancio del 6 agosto, recepita nella circolare 8 settembre 2014 del Tribunale di Milano, diffusa dall’Ordine Avvocati qualche settimana fa.

In concreto, i passaggi sono tre. Per procedere a due di essi è necessario essere muniti di firma digitale.

Il passaggio fondamentale è da effettuarsi sul sito www.fatturapa.gov.it, e prevede la creazione della fattura elettronica attraverso il procedimento di simulazione. Prima però di effettuare tale passaggio, è indispensabile creare le proprie credenziali presso i siti Entratel ovvero Fisconline. Se si è muniti di firma digitale, le credenziali vengono inviate in formato elettronico, altrimenti occorre recarsi all’agenzia delle entrate. La firma digitale è peraltro comunque necessaria per apporla sulla fattura come creata seguendo la complessa procedura sul sito fatturapa.gov.it.

Il passaggio finale prevede attualmente l’invio della fattura per posta elettronica certificata all’indirizzo SDI01@pec.fatturapa.it.

E’ notizia recentissima che il termine per l’inizio del regime definitivo – e quindi dell’inoltro attraverso il sito del Ministero di Giustizia/istanze web -, previsto al 1 ottobre 2014, è stato prorogato in via generale almeno alla fine del mese di ottobre (Circolare della Direzione Generale per i sistemi informativi automatizzati – Ministero di Giustizia – 29 settembre); dovrebbe invece partire a giorni per chi, come gli uffici giudiziari milanesi, abbia tempestivamente richiesto il passaggio al nuovo regime.

Al momento, dunque, e per qualche tempo ancora, la fatturazione delle spese di giustizia, compreso dunque il patrocinio a spese dello Stato, deve essere effettuata, utilizzando il codice IPA corretto (spese di giustizia se già presente o generico ove manchi il primo), con la necessità dell’invio al sistema SDI via email. Successivamente, invece il documento sarà caricato direttamente sul sito del Ministero attraverso il sistema SIAMM, già attivo per la presentazione e la gestione delle istanze di liquidazione.

L’Ordine degli Avvocati promuoverà prossimamente momenti di informazione dettagliata per gli iscritti.

Intanto, nell’auspicio che il legislatore vorrà preoccuparsi di mantenere elevato il livello qualitativo della difesa dei non abbienti, non possiamo non preoccuparci che la effettività di tale difesa sia salvaguardata anche attraverso una corretta retribuzione della stessa.

Milano, 10 ottobre 2014

 

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